Buon compleanno cari vecchi cortili!

Vecchi si, ma sempre giovani, come giovani sono le persone che continuano a varcare quella tua soglia di Speranza! Luogo di incontro e di confronto luogo di giochi, di balli e di feste, luogo in cui scoprire la bellezza della vita fatta di alti e bassi ma soprattutto costruita dai mattoni delle relazioni vere e sincere. Luogo in cui scoprire la diversità nell’unità. La creatività che ti permette di inventarti sempre cose nuove. Che ti permette di trasformare i tuoi doni in meraviglia!

Quanti passi sono segnati su quel suolo. Centinaia di migliaia di passi di altrettante centinaia di migliaia di persone ognuna con la sua storia, le sue domande, il suo cammino, i nostri sogni!

Care vecchie quattro mura siete nate da un sogno e ora questo sogno è diventato realtà in tanti luoghi del mondo. Grazie Don Bosco per averlo sognato e per averlo realizzato così in grande! Grazie Maria per averlo sempre custodito. Cortili asfaltati, cortili sterrati, cortili ricoperti di un manto erboso, cortili verdi, cortili sabbiosi, mura ridipinte centinaia di migliaia di volte sempre con colori diversi. Sale addobbate a festa, in cui moltissime persone hanno potuto sperimentare la gioia dell’incontro, a volte anche dello scontro, perché la relazione educativa è fatta di accoglienza ma anche di sincerità nei rapporti. Per crescere e far crescere serve la verità nella carità.

Buon compleanno caro vecchio oratorio in te si incontrano le diversità dei caratteri, delle lingue, delle culture e dei colori della pelle. Non escludi nessuno, non imponi nulla, ma sempre proponi… e accompagni nel cammino. In quei cortili quante ginocchia sbucciate sono state curate, quante ferite ancor  più profonde si sono rimarginate, ferite fisiche… ferite dell’anima. Luogo di misericordia e di accoglienza, luogo fisico in cui sperimentare tante resurrezioni di cuori feriti, chiusi, soli, abbandonati… Attraverso quegli incontri Dio si fa presente e propone il suo cammino di bellezza e di Santità.

Quante storie! Migliaia di storie segnate quasi tutte da una proposta che si è trasformata in una risposta, partita direttamente dal profondo dell’anima, un Si che è diventato Servizio per gli altri: Dono di una vita spesa per chi è più debole e indifeso. L’oratorio è il luogo del Si, la terra Santa del dono ricevuto e ricambiato.

Ancora oggi in tante parti del mondo in quei cortili nascono e crescono nuovi SI protetti e avvolti dal Manto misericordioso di Maria Madre di tutti gli oratori, Madre di tutti quei SI che hanno cambiato e stanno cambiando il cuore di molti giovani ancora oggi.  Lei ci ha insegnato la disponibilità totale di fronte alla chiamata di Dio!

Oggi quel Si si rinnova grazie al suo esempio eccezionale. Ancora oggi varcando le porte Sante di tanti oratori, i giovani di tutto il mondo possono ricominciare a costruire un mondo di giustizia e di verità, basato sul servizio e sul perdono, un mondo diverso capace di combattere quanto esiste di negativo e di buio per riportare luce e speranza. Sale e sapore: profumo di casa, gusto di bellezza e voglia di Santità!

Don Gianmarco Pernice

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