CONDIVISIONE

Carissimi, la parola chiave che abbiamo scelto per farci guidare in questo cammino di avvento è “Condivisione”. Siamo nell’era della condivisione. Share, che tradotto dall’inglese significa condividere, è la parola chiave delle reti sociali. L’uso del termine condividere-condivisione non nasce con la rete, ma nella rete e soprattutto con i social  ha assunto una valenza diversa. Si accentua come modalità di partecipazione, interazione, scambio di foto, video, contenuti di scrittura. La condivisione nella rete è diventata una consuetudine, un gesto istintivo e automatico. L’utilizzo che se ne fa è quotidiano, veloce e frequente, una normale e semplice abitudine. Ora, se clicchiamo la voce condividere nel dizionario online della Treccani, leggiamo: condividere, verbo transitivo composto da con e dividere. Si dice dividere, spartire insieme con altri: il patrimonio è stato condiviso equamente tra i fratelli. Anche, avere in comune con altri, ad es. l’appartamento; più spesso ha un significato figurato: condivido pienamente la tua opinione; non condivideva le mie idee; condividono la passione per la montagna.
Nella nostra lingua italiana, condividere si riferisce a significati che implicano una partecipazione, un coinvolgimento consapevole non solo di idee, ma di cose, spazi fisici, beni, materiali e non, ideologie, strategie, progettazioni… quindi c’è qualcosa in più che ci interessa…

In At. 2,42-47; 4,32-35 leggiamo che la condivisione era lo stile imprescindibile delle prime comunità cristiane. “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo”…. “La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune. Con grande forza gli apostoli rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti essi godevano di grande simpatia. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno.  Luca presenta un elevatissimo modello di comunità. Lui dice che “tutti quelli che si riuniscono nelle comunità perseverano negli insegnamenti degli apostoli, nella frazione dei pani, nella comunione di vita e di preghiera(At 4,42). La folla dei fedeli si presenta così con una unione perfetta, “un solo cuore e una sola anima”, dove nessuno si appropria di niente e tutti vivono in perfetta armonia (At 4,32). E davanti a questa testimonianza di vita, un gran numero di persone si unisce alla comunità quasi tutti i giorni (At 2,41; 5,14). È come se la comunità fosse l’opposto del peccato originale.

Questo stile di vita delle prime comunità cristiane ha fatto nascere la grandi comunità monastiche e religiose in tutto il mondo e fa crescere in Cristo, ancora oggi molte comunità parrocchiali. Questi lunghi mesi hanno quasi involontariamente rimesso in luce questa parola trasformandola in veri atti concreti che non possiamo dimenticarci. Il dono gratuito di tempo, risorse, energie, passione, compassione di molti uomini e donne in questo tempo sta facendo la differenza e ha contribuito in modo unico a tenere accesa e viva la fiamma della Speranza che ancora arde nei nostri cuori. Vogliamo vivere il nostro cammino di Avvento con questa consapevolezza. Non ci arrendiamo alle fatiche di ogni giorno manteniamo viva la Speranza nei nostri cuori attraverso gesti concreti di condivisione e solidarietà.

  1. Lotterizia: aiutiamo il Sermig nei progetti del doposcuola e della scuola di italiano per i ragazzi di Porta Palazzo, comprando i biglietti della lotteria che vedrà l’estrazione dei premi il 19 dicembre.
  2. Cesti solidali: vogliamo sostenere i progetti dell’oratorio e della parrocchia nei confronti delle ormai 200 famiglie che seguiamo in questo tempo di difficoltà economica e finanziare il progetto: “Come acrobati verso il cielo” che porterà lo spirito dell’oratorio oltre le mura, nei parchi e sulla strada e permetterà a molti ragazzi di tornare a vivere pomeriggi di allegria e di crescita umana e spirituale all’interno dei nostri cortili.
  3. Il pane di Betlemme: vogliamo sostenere il progetto della casa salesiana di Betlemme che produce 15 tipi di pane a rotazione durante la settimana. In tutto i salesiani distribuiscono circa 3mila pani al giorno per cento famiglie bisognose che vengono e prendono pane per tutto il mese senza pagare, utilizzando farina di alta qualità e prodotti tradizionali, alcuni dei quali vengono prodotti in zona da più di 100 anni: utilizzando soltanto farina, acqua, sale e lievito, senza altri ingredienti aggiunti.

Domenica 30 novembre presentazione Lotterizia – Sermig.

Domenica 6 dicembre presentazione Il pane di Betlemme.

Domenica 13 dicembre  presentazione Cesti solidali.

Domenica 20 dicembre benedizione dei Gesù bambino.

P.S. a proposito di… condivisione… Grazie di cuore a nome di tutta la mia famiglia per l’affetto dimostratoci in questi giorni di lutto per la perdita del mio papà. E’ stato un dolore grande… ma anche una gioia grande saperlo sicuro in cielo, senza più sofferenza e nell’abbraccio di Dio Padre misericordioso che consola e premia i suoi servi fedeli.

Il vostro Parroco

Don Gianmarco Pernice

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