Carissimi, nella mia top teen dei vangeli (tutti ne hanno una) l’episodio dei discepoli di Emmaus è al secondo posto, il primo lo vince l’episodio delle Nozze di Cana. Sono i due episodi che mi hanno dato più spinta in alcuni momenti cruciali della mia vita. Scelgo solo alcuni aspetti perché ci sarebbe troppo da dire…

“Noi speravamo”. Siamo di fronte alla più grande bestemmia che un cristiano possa pronunciare! Hanno perso la speranza e se ne vanno da Gerusalemme 7 miglia lontano: 7 nella bibbia è il numero della perfezione quindi se ne vanno lontanissimo… Se perdi la speranza la tua vita rimane priva di senso. Rimani solo con le tue conoscenze razionali e precludi qualsiasi tipo di intervento di Dio. Rileggono quello che hanno vissuto con gli occhi spenti e il cuore spaccato, stanchi, fuggono verso altro.

“ Si accostò e camminava con loro”. Gesù li ascolta e condivide la strada. Ascolta gli sfoghi, le domande, la sofferenza, la loro rilettura dei fatti. A questo punto però interviene: non lo fa con leggerezza, quasi li insulta, lo fa per scuoterli, non certo per giudicarli, per regalare loro uno sguardo nuovo. Li aiuta a rileggere la vicenda agli occhi della fede e tenta di riaccendere in loro la speranza, che è frutto della sapienza di Dio che rilegge la nostra vita alla luce delle scelte che abbiamo fatto e nella sua misericordia dona nuove possibilità.

“ Lo riconobbero allo spezzare del pane”. Non bastano l’ascolto, la vicinanza, i rimproveri, la rilettura dei fatti: serve un gesto di amore per farli vedere. Tutto porta li: a quel gesto simbolico che diventa “Segno”, vivo e concreto, presenza reale di un Dio accanto. Spezzare il pane vuol dire condividerlo e non tenerselo per sé. Dio condivide se stesso con noi e ci chiede di fare altrettanto: “Fate questo in memoria di me”.

Rileggendo le vicende più dure e buie della storia, l’umanità ha saputo rialzarsi sempre e solo nel momento in cui Dio ha suscitato dei Santi capaci di “spezzare il pane”, di diventare loro stessi “pane spezzato”.

Quei Santi rappresentano il simbolo della speranza che molti pensavano di aver perduto.

Oggi tocca a noi rispondere a questa chiamata…

Il vostro Parroco

Don Gianmarco Pernice

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