Ciao a tutti ma sopratutto ciao a voi ragazzi, siamo Lula, Mariacristina e Lola, educatrici che lavorano ogni giorno a stretto contatto con ragazzi dagli 11-16 anni all’interno di un CAM.

Vi chiederete ma che cos’è un Cam?

Cam è l’abbreviazione di CENTRO AGGREGATIVO MINORI un luogo pensato a misura di voi ragazzi e dei vostri bisogni  personali culturali ed educativi, sociali e relazionali all’interno di un gruppo di pari.
Questo servizio educativo ha come scopo prioritario quello di sviluppo della personalità del minore attraverso una piena consapevolezza delle sue potenzialità e capacità. Ovviamente il nostro lavoro educativo è anche un lavoro di rete con famiglie, scuola ed insegnanti servizi e professionisti del sociale.

Le attività che distinguono il nostro lavoro all’interno di un Cam sono principalmente 4:

– Attività di studio e aiutocompiti;

– Attività ludico-sportiva;

– Laboratori;

– Gite e soggiorni;

Ma in questo periodo di Pandemia da Coronavirus come facciamo a stare vicino ai nostri ragazzi?

In questo periodo noi Educatori ci siamo dovuti reinventare, già perchè se prima potevamo recarci a lavoro ora non possiamo più uscire di casa se non per fare la spesa o per motivi strettamente necessari. Ma noi non ci siamo arresi e dalla chiusura delle scuole di questo febbraio 2020  lavoriamo in questo modo.

Se fino a ieri il nostro primo strumento educativo è stata la nostra presenza vera attraverso un contatto visivo e fisico oggi il nostro strumento diventa Virtuale, attraverso l’uso di telefoni,pc e piattaforme digitali. Prime tra tutte le telefonate e videochiamate, chat di gruppo e singole su whatapp e l’utilizzo di Zoom, Hangouts e Meet che i ragazzi utilizzano sia per le videolezioni di scuola che per incontrarsi con noi educatori o tra di loro.

Per stare vicino ai nostri ragazzi l’equipe di educatori si è divisa il gruppo dei ragazzi in modo tale che per ogni settimana si potesse monitorare ogni famiglia ed ogni ragazzo, ascoltandone i bisogni che in questo periodo sono leggermente cambiati. I loro orari e le loro abitudini si sono stravolti, così il passare dei giorni appare più lento e meno organizzato.

Le famiglie vivono sempre più il problema economico e noi educatori siamo stati chiamati ad aiutarli nella richiesta di buoni spesa e aiuti alimentari in collaborazione con servizi e parrocchie, oltre che per i voucher scolastici. 

I ragazzi invece vivono sempre più un problema di tipo relazionale, i loro rapporti di amicizia cambiano attraverso i social e i nostri ragazzi vivono ansie e preocupazioni, solitudine e un po’ di apatia, spesso sono molto sfuggenti ma noi rispondiamo così.

Abbiamo capito che il punto focale sul quale lavorare è la presenza visiva, dobbiamo metterci “la faccia” solo così possiamo raggiungere i loro cuori, così gli educatori in questo periodo si sono visti registi e attori di molti video nei quali si reinventano promotori di attività didattiche-educative quali la cucina, attività creative di scrittura di diari di bordo, invio settimanalmente di 2 pillole educative per il buon inizio e fine settimana, ripresa di uno strumento musicale, canto, giochi di parole, cruciverba, quiz e milionario, sfide challenge, cene comunitarie il tutto in diretta e non alla portata di tutti.

Ovviamente oltre al lato ludico e di intrattenimento dedichiamo ogni giorno tempo all’aiuto nei compiti, al sostegno e spesso anche alla spiegazione e problem solving di materie più difficili per i ragazzi che abbiamo compreso essere legato alla matematica e alle lingue straniere. Il tutto avviene singolarmente con il ragazzo attraverso telefonate e videochiamate.

Non manca l’aspetto spirituale, l’invito alla preghiera sia personale che comunitaria rispettando le idee religiose e culturali di ognuno, abbiamo vissuto con i ragazzi in questo periodo la tematica della rinascita  in modo particolare “la creatività dell’amore che ci permette di volare e abbattere le distanze che ci separano”.

Ora vi saluto nella speranza di rivederci e riabbracciarci presto, nell’attesa vi lascio questa riflessione:

“IL LAVORO EDUCATIVO E’ PRESENZA VIVA, TOGLIERE LA VICINANZA AD UN EDUCATORE E’ COME TOGLIERE LA FARINA DA UN IMPASTO PER LA PIZZA.” e noi Italiani ce ne intendiamo!

Lucrezia Palmero, Mariacristina Avigliani e Lola Padovano

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