La Pastorale Giovanile dei Salesiani del Piemonte, Valle D’Aosta e Lituania, ci aiuta in questo triduo “da casa” a vivere meglio le celebrazioni con alcuni spunti e riflessioni. Qui il testo e il video di don Christian Besso, salesiano, rettore della Basilica di Maria Ausiliatrice.

Il Venerdì Santo è una celebrazione molto suggestiva, per certi versi anche forse una delle più antiche della chiesa: è una celebrazione essenzialmente della parola. Non c’è la consacrazione del pane eucaristico. Ed è probabile che anche questo mangiare il pane dell’Eucarestia il venerdì santo, sia stato introdotto successivamente. Perché il Venerdì Santo tutta l’assemblea è concentrata intorno alla lunga narrazione della Passione di Gesù secondo le pagine le parole dell’evangelista Giovanni al capitolo 18.

Poi c’è un gesto che in un certo senso, fa prendere coscienza anche fisica di questa lunga pagina che si è ascoltata. E questo gesto è l’adorazione della Croce non semplicemente la venerazione ma davvero l’adorazione. Riconoscere quindi che Dio è presente lì in quel segno, di Gesù crocifisso per Amore. Dunque delle nostre chiese vengono portate le croci più belle le rappresentazioni del Crocifisso più belle che noi possediamo, anche da un punto di vista artistico. Questa croce viene intronizzata nell’assemblea e poi tutta l’assemblea è invitata ad un gesto di adorazione che può essere il bacio oppure molto bello appoggiare la fronte su un crocifisso. Al termine di questa liturgia ricca della parola, abbiamo poi una brevissima processione, che non deve essere assolutamente solenne, in cui il presbitero va a prendere nel tabernacolo (o meglio all’altare della reposizione) il pane consacrato e lo porta sull’altare. Lo distribuisce all’assemblea quel pane che si è consacrato il giorno prima. Dopo la narrazione della Passione prima dell’adorazione della Croce, c’è una lunga preghiera universale. La chiesa, che siamo noi, dopo aver ascoltato il Vangelo, non si accontenta di aver ascoltato ma si trasforma in preghiera. Quando noi ascoltiamo la parola di Dio immediatamente, se siamo buoni cristiani, abbiamo il desiderio di amare e questo amore si trasforma in preghiera universale per tutte le esigenze e si può andare su internet a leggere questa lunga preghiera universale del Venerdì Santo. Vediamo che davvero tutti i bisogni dell’umanità, da quelli fisici a quelli spirituali a chi è lontano da Dio a chi è perseguitato a chi ci governa nella chiesa e nello stato, tutte queste esigenze vengono davvero rimesse lì al centro della nostra attenzione.

Quindi un profumo del Venerdì Santo, è un profumo caratterizzato dal silenzio e questa celebrazione quest’anno non la possiamo vedere ma il prossimo anno la vedremo, inizia con un gesto straordinario e con il presidente dell’assemblea entra nel silenzio. Non c’è nessun canto e con tutto il suo corpo si prostra davanti all’altare per chiedere perdono perché abbiamo avuto il coraggio di dimenticare, di disprezzare, di non curarsi di Dio a tal punto che abbiamo posto su una croce. Questa prostrazione è il segno fisico del silenzio di tutta la chiesa che innanzitutto chiede perdono.

Poi sempre per quanto riguarda il profumo, il colore rosso, che è il colore del sangue di Gesù: è sempre per quanto riguarda il profumo, penso anche questi grandi crocifissi che rimangono nelle nostre chiese dal venerdì santo fino all’inizio della veglia Pasquale, non si fa più la genuflessione al tabernacolo ma si fa la genuflessione di fronte alla Croce, una cosa che facciamo solamente un giorno e mezzo proprio perché riconosciamo la presenza di Cristo in quel segno del suo amore che si è donato interamente per noi.

Il Venerdì Santo, per me probabilmente il gesto è molto più facile, anche da un punto di vista simbolico. Io direi bisogna riscoprire il crocifisso di famiglia. Dov’è il crocifisso della mia famiglia? Magari era quello dei nonni o dei bisnonni, che magari ho comprato in un pellegrinaggio o in un viaggio singolare, che magari non ho ancora e che allora scelgo ricomprare proprio quest’anno magari dopo aver sperimentato qualche “croce” anche piuttosto seria in famiglia. Questo Crocifisso certamente va rimesso in luce il giorno di venerdì, forse tutti i giorni ma particolarmente il giorno del Venerdì Santo.

Io suggerisco anche qui di aprirci sotto la parola di Dio, al capitolo 18 delle Vangelo di Giovanni. Ma questo Crocifisso forse il Venerdì Santo può essere staccato dalla parete e perché no, concludere la giornata con un piccolo bacio. L’adorazione della Croce diceva già San Carlo Borromeo, ha la stessa intensità quando non è possibile adorare l’Eucarestia, dello stare appresso al tabernacolo. E a volte è molto bello pregare personalmente di fronte alla Croce, guardare questa croce perché sentiamo una certa solidarietà nel dolore. Ci sentiamo come accompagnati dal dolore di Gesù e Gesù comprende i nostri dolori, non solo, ma ci invita anche ad offrire il nostro corpo nell’amore come lui ha offerto il suo.”

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