Fitte tenebre si sono addensate, scenda su tutti la benedizione di Dio.

Carissimi,

oggi 27 marzo 2020 alle ore 18,00 in una piazza san Pietro deserta, sotto una pioggia battente, il Papa ha fermato il mondo intero! In silenzio ha pregato! In silenzio ha offerto il perdono e la pace di Dio attraverso l’indulgenza plenaria!
Un evento senza precedenti nella storia che ci deve far credere davvero che siamo ad un punto di non ritorno! O si vive o si muore nel corpo, o si vive o si muore nell’anima!
La prima cosa che ho fatto subito dopo la diretta è stata aprire il giornale su internet e l’occhio è caduto su un articolo che titola: “Proclamato il cessate il fuoco nei Paesi in guerra per paura della pandemia”. Dallo Yemen alla Siria e dal Camerun alle Filippine, ribelli e eserciti governativi rispondono all’appello per una tregua lanciato dal Segretario generale dell’Onu. La proclamazione di cessate il fuoco in diversi Paesi funestati da sanguinari conflitti. Anche questo un evento senza precedenti nella storia che ci fa dire che nulla potrà più essere come prima…
Il Papa ha detto. “Da settimane sembra che sia scesa la sera”. “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi”. Ma “da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo intero”, “scenda” su tutti, “come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio”. “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori”. “Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.

Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti”. “Tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a rimare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”. Tutti, come i discepoli nell’episodio della tempesta sedata, ripetiamo che “Siamo perduti”. “Ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme”. Papa Francesco ha ricordato la mancanza di fede dei discepoli nel pieno della tempesta ma anche la fiducia in Gesù. La tempesta smaschera la vulnerabilità e “lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”. La tempesta “pone allo scoperto tutti i propositi di “imballare” e dimenticare ciò che ha nutrito l’anima dei nostri popoli; tutti quei tentativi di anestetizzare con abitudini apparentemente “salvatrici”, incapaci di fare appello alle nostre radici e di evocare la memoria dei nostri anziani, privandoci così dell’immunità necessaria per far fronte all’avversità”. Con la tempesta, “è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ‘ego’ sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella (benedetta) appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli”. Il Papa si è poi rivolto direttamente a Dio dicendo: “Ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta. Ripeti ancora: ‘Voi non abbiate paura’. E noi, insieme a Pietro, ‘gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi’”.

Chiediamo allora al Signore che davvero nulla sia più come prima! Oggi 27 marzo 2020 in Italia è stato il giorno che ha segnato più morti dall’inizio della pandemia quasi mille, in meno di 24 ore. Oggi 27 marzo 2020 deve essere ricordato come il giorno in cui ci siamo sentiti finalmente abbracciati e sorretti da Dio in un mare in tempesta. Le onde che si infrangono e distruggono sono solo in superfice, ma se scendiamo in profondità possiamo trovare calma e silenzio. So che è difficile, ma facciamo silenzio! Abbracciando la croce con coraggio, recuperiamo il senso profondo della nostra esistenza e decidiamo una volta per tutte cosa e chi vogliamo combattere dentro noi stessi, solo così capiremo come sconfiggere il nemico fuori!
Maria nostra madre, potente come esercito schierato a battaglia sei tu la nostra forza e la nostra guida in questo momento di prova. Aiutaci a non tornare più come prima ma a ricostruire un mondo diverso, nuovo, migliore, più umano, più responsabile, meno chiuso in se stesso, con uno sguardo più aperto all’Infinito!

Il vostro Parroco
Don Gianmarco Pernice

Scrivici

Inviaci una mail per domande e chiarimenti, risponderemo il prima possibile.