NUMERO 11:  22 dicembre 2019. 4 Avvento.

Noi, una Chiesa CHE SI FIDA DI DIO. La candela della “PAROLA”.

Carissimi, per prepararci al Natale questa domenica accendiamo la candela della “PAROLA”.

«A lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa “Dio con noi”» (Mt 1, 23)

Questa quarta candela che oggi accendiamo è la LUCE DI CHI SI FIDA DI TE, o Padre, e ci ricorda che il Natale è ormai vicino. Vieni, Signore, non tardare; aiutaci ad avere un cuore accogliente, capace di fiducia e disponibile ai fratelli e alle sorelle che ci chiedono gesti concreti di amore. Rendici “Chiesa in uscita”, perché possiamo testimoniare la forza del Vangelo nella vita quotidiana. Vieni, Signore Gesù, tu sei la luce del mondo! Tu sei la nostra salvezza!

La rigidità della Chiesa è spesso frutto di paura e incertezza. Noi cristiani come Chiesa abbiamo paura di affidarci totalmente nelle mani di Dio: perfetti figli del nostro tempo pensiamo di poter contare solo sulle nostre forze. Abbiamo dimenticato i mille modi con cui la Provvidenza sostiene i suoi figli, lo abbiamo dimenticato perché non ci crediamo più… a volte non crediamo neppure più in Dio ma continuiamo ad andare a Messa per abitudine, per inerzia… Abbiamo smesso di fidarci di Dio perché non meditiamo più la sua Parola, oppure perché ormai pensiamo di conoscerla perfettamente e crediamo che non possa più esserci nulla di nuovo: dopo 2000 anni la storia sembra essere sempre quella….

Papa Francesco in un’udienza generale ha detto: «Fidarsi di Dio vuol dire “entrare nei suoi disegni senza nulla pretendere”, anche accettando che “la sua salvezza e il suo aiuto giungano a noi in modo diverso dalle nostre aspettative”. “Noi chiediamo al Signore vita, salute, affetti, felicità; ed è giusto farlo, ma nella consapevolezza che Dio sa trarre vita anche dalla morte, che si può sperimentare la pace anche nella malattia, e che ci può essere serenità anche nella solitudine. Non siamo noi che possiamo insegnare a Dio quello che deve fare, ciò di cui noi abbiamo bisogno. Lui sa meglio di noi, e dobbiamo fidarci, perché le sue vie e i suoi pensieri sono diversi dai nostri”».

…e meno male! Direi! Il vero Cristiano non ha paura di lanciarsi nel vuoto dell’incertezza: sa osare, ama rischiare perché ha nel cuore la consapevolezza che Dio non lo molla mai ed è sempre al suo fianco. Il “si” di Maria, il “si” di Giuseppe, i “si” di molti Santi sono stati dei “si” carichi di incertezza ma avvolti nella Speranza. Solo studiando e pregando con le Scritture possiamo imparare a conoscere Dio più in profondità: le tante storie di ogni singolo personaggio della Bibbia sono le storie di tanti incontri con Dio sempre nuovi, sempre diversi, unici e irripetibili, personalizzati e vissuti, sempre “in bilico tra terra e cielo”. Dio fa la differenza in questo! Ma del resto è normale: …mi fido di chi conosco…

         Il vostro Parroco

Don Gianmarco Pernice

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